In breve: per la dichiarazione di successione servono i dati della persona mancata e degli eredi, l’albero genealogico, l’eventuale testamento con il verbale di pubblicazione, le visure catastali degli immobili non più vecchie di tre mesi, i saldi di conti e titoli alla data del decesso e le ricevute dei debiti e delle spese che si possono sottrarre, come le spese funerarie fino a 1.032,91 euro. Molti certificati invece non servono: data del decesso, stato di famiglia e parentele si dichiarano direttamente nel modello.
Quali documenti non servono?
Conviene partire da qui, perché alleggerisce la cartellina. Data del decesso, stato di famiglia e parentele si attestano con dichiarazioni sostitutive compilate nel modello stesso: non occorre allegare il certificato di morte né quello di stato di famiglia, salvo che il decesso sia avvenuto all’estero. Il certificato di morte può servire per altre pratiche e si chiede al Comune, perché non si scarica online dall’Anagrafe nazionale.
Non si indicano nella dichiarazione, e quindi non richiedono documenti:
- l’auto e gli altri veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico;
- le assicurazioni sulla vita che spettano agli eredi per diritto proprio;
- il trattamento di fine rapporto pagato alla famiglia dal datore di lavoro;
- i rimborsi di imposte e gli altri crediti verso lo Stato o gli enti previdenziali, finché non vengono riconosciuti.
Cosa serve sulla persona mancata e sugli eredi?
- Della persona mancata: codice fiscale (è sulla tessera sanitaria), dati di nascita, ultima residenza, data del decesso e stato civile. Se era sposata, il modello chiede anche se in comunione o in separazione dei beni, che conta per le quote degli immobili.
- Di ogni erede e legatario: codice fiscale, dati anagrafici, residenza e grado di parentela, anche per chi ha rinunciato.
- L’albero genealogico, sempre obbligatorio: uno schema della famiglia con nome, cognome, luogo e data di nascita del coniuge e dei parenti che ereditano. Non è un certificato: si prepara da sé.
- Un documento d’identità di chi firma dichiarazioni sostitutive allegate, per esempio un erede, diverso da chi presenta, che chiede l’agevolazione prima casa.
- L’IBAN del conto su cui addebitare le somme dovute all’invio, intestato a chi presenta o all’intermediario che trasmette.
Alcune situazioni chiedono un documento in più. Se qualcuno ha rinunciato all’eredità, servono gli estremi dell’atto di rinuncia, fatto davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Se un erede è minorenne, l’eredità si accetta con beneficio d’inventario, autorizzato dal giudice tutelare, e se ne allega la documentazione. Per un erede con disabilità grave servono gli estremi del verbale della commissione medica. Chi chiede l’agevolazione prima casa dichiara di averne i requisiti e, se ha già una casa comprata con la stessa agevolazione, si impegna a trasferirla entro due anni dal decesso.
Serve il testamento? E come si sa se c’è?
Se c’è un testamento, si allega alla dichiarazione, insieme al verbale di pubblicazione se è scritto a mano o segreto. Chi trova un testamento scritto a mano (olografo) deve portarlo a un notaio appena sa del decesso: il notaio lo pubblica redigendo un verbale. Per un testamento pubblico, ricevuto dal notaio, servono gli estremi della registrazione; uno fatto all’estero si allega con la traduzione giurata in italiano.
Se non sai se la persona abbia lasciato un testamento, puoi chiederlo al Registro generale dei testamenti del Ministero della Giustizia, con un modulo inviato per posta elettronica o PEC e la copia di un documento d’identità. Il certificato indica le disposizioni registrate a suo nome e, se il notaio ha cessato l’attività, l’archivio notarile dove sono depositate. Per i testamenti olografi pubblicati da poco, il Ministero suggerisce di aspettare almeno tre mesi dal decesso.
Quali documenti servono per case e terreni?
Per ogni immobile serve la visura catastale, non più vecchia di tre mesi alla data di presentazione. I dati da inserire (comune, foglio, particella, subalterno, rendita, quota della persona mancata) si prendono solo da lì, esattamente come sono scritti: se non corrispondono al Catasto, la dichiarazione viene scartata o la voltura automatica si blocca.
La visura si ottiene gratuitamente online: con SPID, CIE o CNS, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la visura per soggetto con il codice fiscale della persona mancata mostra gli immobili di cui risulta titolare, in tutta Italia tranne le province di Trento e Bolzano. Si chiede anche agli uffici provinciali del Territorio. La precompilata, poi, propone gli immobili intestati, se al Catasto i dati sono in ordine. Se preferisci non cercarli da solo, la ricerca degli immobili dal codice fiscale, con le visure è anche un nostro servizio (59 euro); altri modi sono nella guida su come sapere quali immobili aveva una persona scomparsa.
Alcune cose vanno sistemate prima dell’invio. Un fabbricato mai dichiarato al Catasto, o senza categoria e rendita, va regolarizzato all’ufficio del Territorio. Se l’intestazione in visura non corrisponde alla realtà, per esempio perché una vecchia successione non è mai stata volturata, la discordanza si segnala nel modello e spesso si corregge con un’istanza all’ufficio. Per i terreni conta se sono edificabili, perché cambia il valore da dichiarare: lo dice il certificato di destinazione urbanistica, che rilascia il Comune.
Cosa chiedere a banche e Poste?
A ogni banca, alle Poste e agli altri intermediari dove la persona aveva rapporti si chiede un’attestazione di conti, libretti, depositi e titoli intestati a lei alla data del decesso. Nella dichiarazione un conto si descrive con questi dati: numero, banca e filiale, intestatari, saldo al giorno del decesso. Se era cointestato si indica la quota della persona mancata e, se non risulta diversamente, le quote si considerano uguali.
Per i titoli quotati in borsa conta la media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decesso, per i fondi comuni il valore pubblicato. I titoli di Stato, come BOT e BTP, sono esenti: indicarli è facoltativo, ma le istruzioni dell’Agenzia lo consigliano perché serve con le banche. Una cassetta di sicurezza, dopo il decesso, si apre solo davanti a un notaio o a un funzionario dell’Agenzia, che redige l’inventario: il verbale si allega. Cosa succede ai conti prima e dopo la dichiarazione è spiegato nella guida sul conto corrente dopo un decesso.
Quali debiti e spese si possono sottrarre, e con quali prove?
Debiti e alcune spese riducono il valore su cui si calcola l’imposta, ma solo se documentati: senza prove l’ufficio li esclude durante il controllo. Servono:
- per i debiti in generale, un atto scritto con data certa anteriore al decesso o un provvedimento definitivo del giudice; in mancanza, la dichiarazione di sussistenza del debito sul modello dell’Agenzia, firmata da un erede e dal creditore, con firme autenticate;
- per mutui, prestiti e conti in rosso, un certificato della banca, che deve rilasciarlo entro trenta giorni dalla richiesta scritta di un erede;
- per le spese mediche degli ultimi sei mesi di vita pagate dagli eredi, compresi ricoveri, medicinali e protesi, le ricevute;
- per le spese funerarie, le ricevute: si deducono fino a 1.032,91 euro.
I debiti contratti negli ultimi sei mesi contano solo se il denaro è servito per usi precisi e documentati, per esempio spese mediche, spese di mantenimento entro limiti mensili o l’acquisto di beni che entrano nella successione.
In che formato si allegano i documenti?
Come file in formato PDF/A o TIFF, a bassa risoluzione (200 dpi, bianco e nero), purché leggibili: un formato diverso fa scartare la dichiarazione, e nell’area riservata dell’Agenzia c’è una funzione che verifica e converte i file. Chi presenta conserva gli originali firmati delle dichiarazioni sostitutive, con le copie dei documenti d’identità, e le ricevute dei pagamenti; se trasmette un intermediario, li conserva lui. Come si presenta la dichiarazione, da soli o con un intermediario, è spiegato nella guida sulla dichiarazione di successione.
Domande frequenti
Serve il certificato di morte per la dichiarazione di successione?
No, se il decesso è avvenuto in Italia: la data si dichiara nel modello. Per altre pratiche il certificato si chiede al Comune.
Quanto deve essere recente la visura catastale?
Non più di tre mesi prima della presentazione. Se il Comune dell’immobile è cambiato, per esempio per una fusione, serve una visura con i dati del nuovo Comune.
Serve l’atto notorio?
Per la dichiarazione di successione no: famiglia ed eredi si dichiarano con dichiarazioni sostitutive dentro il modello. Una banca può chiedere documenti propri per individuare gli eredi.
Se gli eredi sono più di uno, chi procura i documenti?
La dichiarazione la presenta uno per tutti, ma ciascuno dà i propri dati. Chi chiede un’agevolazione senza essere il dichiarante firma una richiesta a parte, con la copia del proprio documento d’identità.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, istruzioni del modello di successione, fascicolo 1 (luglio 2025)
- Agenzia delle Entrate, domande frequenti sulla dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate, visura catastale online
- Agenzia delle Entrate, dati precompilati della successione web
- Ministero della Giustizia, il Registro generale dei testamenti
- Anagrafe nazionale, domande frequenti sui certificati
- Testo unico sulle successioni e donazioni, d.lgs. 346/1990 (Normattiva)
- Codice civile, articolo 620 sulla pubblicazione del testamento olografo (Normattiva)
- Testo unico dell’edilizia, d.P.R. 380/2001, articolo 30 (Normattiva)
Aggiornata a settembre 2026.