In breve: coniuge e figli pagano l’imposta di successione solo sulla parte che supera 1.000.000 di euro a testa (4%), fratelli e sorelle sulla parte che supera 100.000 euro (6%), gli altri parenti fino al quarto grado il 6% e tutti gli altri l’8%, senza franchigia. Se nell’eredità c’è un immobile si pagano anche l’imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul suo valore, di solito quello catastale, oppure 200 euro ciascuna con l’agevolazione prima casa, più 85 euro di bollo e 120 euro di tassa per i servizi ipotecari e catastali per ogni conservatoria. Per le successioni aperte dal 2025 l’imposta di successione la calcolano gli eredi e si versa entro novanta giorni dalla scadenza della dichiarazione, anche a rate.
Quali imposte si pagano con la successione?
Le somme da pagare sono di due tipi, con regole e scadenze diverse.
- L’imposta di successione, che dipende da quanto riceve ciascun erede e dalla parentela: per coniuge e figli quasi sempre è zero.
- Le imposte e le tasse sugli immobili, dovute solo se nell’eredità ci sono case, terreni o diritti su di essi: imposta ipotecaria (2% del valore, minimo 200 euro), imposta catastale (1%, minimo 200 euro), imposta di bollo (85 euro) e tassa per i servizi ipotecari e catastali (120 euro, di cui 65 per la trascrizione e 55 per le volture). Bollo e tassa si pagano per ogni conservatoria in cui si trovano gli immobili: se sono tutti nello stesso comune, è una sola.
Se nella dichiarazione chiedi anche l’attestazione di avvenuta presentazione (la copia conforme), si aggiungono 32 euro di bollo e 16 euro di tributi speciali. Senza immobili il secondo gruppo non è dovuto. E se l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, vale non più di 100.000 euro e non comprende immobili né diritti su immobili, la dichiarazione non va nemmeno presentata: le tre condizioni devono valere tutte insieme, come spieghiamo nella guida su quando la dichiarazione di successione non va presentata.
Quanto si paga di imposta di successione?
L’imposta si calcola separatamente per ogni erede, sul valore della sua quota al netto dei debiti. La franchigia vale per ciascun erede, non per l’eredità intera, e l’aliquota si applica solo a quello che la supera.
| Chi riceve | Franchigia per ciascuno | Aliquota sulla parte che supera |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti figli dei figli, genitori, nonni) | 1.000.000 euro | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 euro | 6% |
| Altri parenti fino al quarto grado (per esempio nipoti figli di fratelli, zii, cugini), affini in linea retta (per esempio suoceri, generi e nuore) e affini in linea collaterale fino al terzo grado (per esempio cognati) | Nessuna | 6% |
| Tutti gli altri | Nessuna | 8% |
Se chi eredita è una persona con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992, la franchigia è di 1.500.000 euro, qualunque sia la parentela. Le franchigie non si sommano: se ne spettano due, si applica la più alta.
Dal valore dei beni si tolgono i debiti documentati, le spese mediche degli ultimi sei mesi di vita pagate dagli eredi e le spese funerarie fino a 1.032,91 euro. Non si contano, tra l’altro, i titoli di Stato (BOT, BTP e simili), i veicoli iscritti al PRA e le somme che spettano agli eredi per diritto proprio da assicurazioni stipulate dalla persona che è mancata. Denaro, gioielli e mobilia si considerano invece presenti per il 10% del valore imponibile anche se non dichiarati, salvo inventario: nel calcolo dell’Agenzia il 10% si applica alla parte che supera la franchigia, quindi per chi resta sotto non cambia nulla.
Come si calcola il valore della casa?
Per gli immobili iscritti in catasto con una rendita non servono perizie né il valore di mercato: si dichiara il valore catastale, che l’Agenzia non contesta se dichiarato almeno in quella misura (articolo 34, comma 5, del testo unico sulle successioni). Per le abitazioni e le loro pertinenze (gruppi catastali A e C, escluse le categorie A/10 e C/1) si prende la rendita, la si aumenta del 5% e la si moltiplica per 120. Se su quella casa un erede chiede l’agevolazione prima casa il moltiplicatore è più basso, e per uffici, negozi e altre categorie è diverso. Per i terreni agricoli si parte dal reddito dominicale; per quelli edificabili conta il valore di mercato alla data del decesso.
Si dichiara solo la quota che apparteneva alla persona che è mancata: se la casa era sua per metà, conta metà del valore. La rendita si legge nella visura catastale; se non sai quali immobili avesse, trovi come fare nella guida su come sapere quali immobili aveva una persona scomparsa.
Quando si applica l’agevolazione prima casa?
Con l’agevolazione prima casa le imposte ipotecaria e catastale sono fisse, 200 euro ciascuna. Basta che i requisiti ci siano per almeno uno degli eredi, e il beneficio vale per tutto l’immobile, anche per le quote degli altri. I requisiti sono quelli dell’acquisto della prima casa:
- l’abitazione non è di categoria A/1, A/8 o A/9;
- si trova nel comune in cui l’erede ha la residenza, o in cui la trasferisce entro 18 mesi dal decesso, oppure in cui lavora;
- l’erede non possiede, da solo o con il coniuge, un’altra casa nello stesso comune;
- non possiede in Italia un’altra casa comprata con le agevolazioni prima casa, a meno di impegnarsi a venderla entro il termine previsto.
Ogni erede può chiederla per una sola abitazione, più fino a tre pertinenze (una per categoria tra C/2, C/6 e C/7, come cantina, box e tettoia). La richiesta si fa nella dichiarazione di successione, con una dichiarazione sostitutiva che attesta i requisiti. Se la casa viene venduta prima di cinque anni dal decesso l’agevolazione si perde, salvo che entro il termine di legge si compri un’altra abitazione da usare come principale.
Come e quando si pagano le imposte dal 2025?
Le imposte sugli immobili si pagano quando si presenta la dichiarazione, quindi entro i dodici mesi dal decesso, e non si possono rateizzare. Se la presenti da solo con i servizi online dell’Agenzia delle Entrate, paghi con addebito sul tuo conto corrente, in una banca convenzionata o alle Poste; se la presenta un intermediario, l’addebito lo dispone lui; se passi da un ufficio dell’Agenzia puoi usare anche il modello F24.
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 (riforma del d.lgs. 139/2024) l’imposta di successione la calcolano gli eredi nella dichiarazione (autoliquidazione) e va versata entro novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione, insieme alla dichiarazione oppure dopo, con il modello F24 e il codice tributo 1539. Per esempio, se la persona è mancata il 10 marzo 2026, la dichiarazione va presentata entro il 10 marzo 2027 e l’imposta versata entro l’8 giugno 2027.
Si può anche pagare a rate, indicandolo nella dichiarazione:
- entro i novanta giorni si versa almeno il 20%;
- il resto si divide in un massimo di otto rate trimestrali, o di dodici se supera 20.000 euro, con gli interessi;
- la rateizzazione non è ammessa se la parte da rateizzare, tolto l’acconto, è inferiore a 1.000 euro;
- le rate scadono l’ultimo giorno di ogni trimestre.
Se salti il primo versamento, o non paghi una rata entro la scadenza della successiva, la rateizzazione decade e il resto viene iscritto a ruolo con sanzioni e interessi.
Per le successioni aperte prima del 2025 l’imposta di successione la calcola ancora l’ufficio, che manda un avviso di liquidazione da pagare entro sessanta giorni, anche a rate. In ogni caso gli eredi rispondono in solido: se uno non paga, l’Agenzia può chiedere l’intero importo agli altri.
Quanto costa la successione in pratica?
Negli esempi la casa è un appartamento di categoria A/3 con rendita catastale di 800 euro, in una sola conservatoria. Senza agevolazione il valore catastale è 800 × 1,05 × 120 = 100.800 euro.
Due figli, e uno dei due ha i requisiti prima casa
La mamma lascia la casa e 40.000 euro sul conto. Ciascun figlio riceve molto meno di 1.000.000 di euro, quindi l’imposta di successione è zero. Sulla casa si pagano 200 euro di imposta ipotecaria, 200 di catastale, 85 di bollo e 120 di tassa: 605 euro in tutto.
Due figli, e nessuno dei due ha i requisiti
Stessa eredità, ma entrambi i figli hanno già una casa nello stesso comune. L’imposta di successione resta zero. L’imposta ipotecaria è il 2% di 100.800 euro, cioè 2.016 euro; la catastale l’1%, cioè 1.008 euro; con 85 euro di bollo e 120 di tassa: 3.229 euro in tutto.
Un fratello, unico erede
La persona che è mancata non aveva coniuge, figli né genitori, e lascia al fratello la stessa casa (100.800 euro) e 99.200 euro sul conto: 200.000 euro, senza debiti. Tolta la franchigia di 100.000 euro ne restano 100.000; il 10% considerato per denaro, gioielli e mobilia li porta a 110.000. L’imposta di successione è il 6%: 6.600 euro, più 3.229 euro sulla casa (605 se il fratello ha i requisiti prima casa). I 6.600 euro si possono versare con un acconto di 1.320 euro entro i novanta giorni e il resto in otto rate trimestrali da 660 euro, più gli interessi.
Dal 1° gennaio 2027 il testo unico sulle successioni del 1990 sarà sostituito dal testo unico dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti (d.lgs. 123/2025).
Domande frequenti
I figli pagano l’imposta di successione?
Solo sulla parte che supera 1.000.000 di euro ciascuno, al 4%. Se però nell’eredità ci sono immobili, pagano comunque le imposte ipotecaria e catastale, il bollo e la tassa per i servizi ipotecari e catastali.
Posso calcolare le imposte da solo, senza pagare nessuno?
Sì. La dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate è gratuita, carica i dati degli immobili che l’Agenzia conosce e calcola le imposte, compresa quella di successione per le successioni aperte dal 2025. Serve lo SPID, la CIE o la CNS dell’erede che la presenta.
Cosa succede se pago in ritardo?
Sulla somma versata in ritardo si applica una sanzione del 25%, dimezzata entro novanta giorni; con il ravvedimento operoso scende ancora, per esempio all’1,25% entro trenta giorni, più gli interessi. I dettagli sono nella guida sulla successione presentata in ritardo.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Dichiarazione di successione: come pagare le imposte
- Agenzia delle Entrate, Imposta di successione: come pagare
- Agenzia delle Entrate, istruzioni della dichiarazione di successione, fascicolo 1 (luglio 2025)
- Agenzia delle Entrate, Guida al calcolo dell’imposta di successione
- Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 2/E del 10 gennaio 2025 (codici tributo)
- Agenzia delle Entrate, Dichiarazione di successione precompilata
- Normattiva, d.lgs. 346/1990, testo unico sulle successioni
- Normattiva, d.lgs. 347/1990, imposte ipotecaria e catastale
- Normattiva, d.lgs. 123/2025, testo unico dei tributi indiretti
- Fisco Oggi (Agenzia delle Entrate), valore catastale in caso di successione
Aggiornata a settembre 2026.